Domina la piazza San Graziano e custodisce le spoglie dei Santi Martiri patroni di Arona.
Nacque come chiesa
abbaziale benedettina nel X secolo, ma nel corso dei secoli fu oggetto
di numerosi rifacimenti per cui della chiesa originale non rimane più
traccia.
La facciata, barocca,
fu edificata dai Gesuiti che subentrarono ai benedettini nel 1572,
chiamati da San Carlo, e che vi rimasero fino al 1773.
L'interno, ispirato
allo stile gotico, è a navata unica di due campate con quattro cappelle
laterali e fu rinnovato con bella decorazione a fresco tra il 1850 e il
1852.
Sopra l'altare
maggiore si trova un capolavoro quattrocentesco di scuola leonardesca:
la pala raffigurante la Madonna in trono fra angeli e santi, opera di
Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone (XV secolo). Sono presenti
anche dipinti di Palma il Giovane e di artisti della scuola del
Veronese.
Importanti sono i rilievi marmorei laterali raffiguranti i Martiri.
Qui sono conservate e
venerate le reliquie di quattro martiri. I primi due sono Graziano e
Felino le cui spoglie furono portate da Perugia nel 979. Gli altri sono
Fedele e Carpoforo, comaschi.
Le loro reliquie
vennero portate ad Arona nel 1200, anche se la data e addirittura
l'avvenuta traslazione furono oggetto di controversie storiografiche.
Ai tempi di S. Carlo esse furono traslate, per decisione del Borromeo,
nella chiesa di San Fedele a Milano, ma, per la tumultuosa protesta
degli aronesi, dovettero essere restituite almeno in parte e furono
riportate qui con grandiose manifestazioni il 13 marzo 1576. Per
decreto del consiglio Comunale di allora, la data viene solennizzata
ogni anno con festeggiamenti che diedero luogo alla tradizionale festa
del "Tredicino", tuttora perdurante.
una scheda più dettagliata la trovate
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